Chiediamo al Governo di garantire la pubblicazione regolare, completa e accessibile dei dati relativi alla violenza maschile contro le donne e ai femminicidi
FIRMA ANCHE TU!
datiBeneComune ha deciso di impegnarsi per l’apertura dei dati sulla violenza di genere.
Per questo, a inizio 2025, abbiamo presentato una richiesta FOIA alla Direzione Centrale della Polizia Criminale, in collaborazione con Period Think Tank. La risposta, ricevuta il 9 maggio 2025, ha reso per la prima volta disponibili informazioni dettagliate e preziose, finora escluse dal dibattito pubblico, che permettono di analizzare la diffusione e le caratteristiche della violenza di genere, di comprenderne l’andamento nel tempo e di orientare politiche di prevenzione e contrasto più efficaci.
Ora, come #datiBeneComune, insieme alla rete D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza e con la collaborazione di Period Think Tank, lanciamo la campagna #dativiolenzadigenere. Chiediamo al Governo che i dati relativi alla violenza maschile contro le donne e alla violenza di genere, compresi i femminicidi, vengano pubblicati con regolarità, completezza e accessibilità.
Abbiamo quindi preparato una lettera aperta, questa volta indirizzata alla Presidenza del Consiglio, al Ministero degli Interni e a quello della Giustizia, per chiedere che questi dati vengano liberati immediatamente. Ti chiediamo ancora una mano, per aiutarci ad aumentare la pressione pubblica sul tema: firma la petizione e aiutaci a fare in modo che i dati sulla violenza contro le donne e di genere diventino patrimonio pubblico!
Per sostenere la campagna puoi:
- ✍️ Firmare la petizione!
- Aderire alla lettera aperta come organizzazione, inviando una email con oggetto “Vogliamo i dati sulla violenza di genere” a info@datibenecomune.it
- ❤️Partecipare all’azione social con gli hashtag #dativiolenzadigenere condividendo su tutti i tuoi canali ➡️ leggi e scarica il kit websocial
- Diffondi la campagna nella tua rete, coinvolgendo altre associazioni, gruppi e realtà civiche!
Lettera aperta al Governo per chiedere che i dati sulla violenza contro le donne e di genere vengano liberati immediatamente
Dati Bene Comune è una campagna nata nel 2020 per promuovere la liberazione e l’accessibilità dei dati pubblici in Italia. Nel 2023 abbiamo lanciato l’iniziativa “Liberiamoli tutti”, con l’obiettivo di aprire dati che troppo spesso restano chiusi o inaccessibili: non pubblicati, diffusi in formati di difficile utilizzo o privi della documentazione necessaria per essere interpretati correttamente.
Rendere disponibili i dati significa garantire un servizio alla comunità e, allo stesso tempo, rispondere a un diritto fondamentale della cittadinanza. Un diritto che non resta enunciato in via di principio, ma che è riconosciuto e tutelato da disposizioni normative che vincolano le amministrazioni pubbliche a garantire la massima trasparenza.
Il d.lgs. 33/2013 definisce, infatti, la trasparenza come pieno accesso ai dati delle pubbliche amministrazioni, per tutelare i diritti dei cittadini e favorire la partecipazione pubblica. A supporto di tale concetto, come noto, intervengono sia le Linee guida ANAC, sia la Circolare n. 2/2017 del Ministero per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, che invita le amministrazioni a una pubblicazione “proattiva”, cioè ad aprire anche dati non espressamente obbligatori ma di forte interesse generale. È in questa cornice che l’Italia ha assunto anche impegni internazionali nell’ambito dell’Open Government Partnership (OGP), con l’obiettivo di rafforzare trasparenza, partecipazione e innovazione.
La gravità della violenza maschile contro le donne e il ripetersi di casi di femminicidio, che non accennano a diminuire, ci pongono di fronte all’urgenza di agire. Per affrontare il fenomeno servono dati completi, accessibili e tempestivi. Non si tratta soltanto di un’esigenza sociale o politica, ma di un obbligo giuridico già previsto a livello europeo e nazionale.
La Direttiva (UE) 2024/1385 stabilisce infatti in modo vincolante che gli Stati membri raccolgano, producano e diffondano statistiche annuali sulla violenza contro le donne e sulla violenza domestica (art. 44). Tra queste, devono essere garantiti i dati sui reati denunciati, sulle indagini, sulle condanne e, in particolare, sul numero delle vittime di femminicidio, con disaggregazione per età, sesso e relazione con l’autore. Si tratta di un obbligo che l’Italia dovrà recepire entro il 14 giugno 2027. Anche l’European Institute for Gender Equality (EIGE) ha più volte sottolineato la necessità di dati disaggregati e comparabili sulla violenza di genere e sui femminicidi, fornendo indicatori e linee guida precise per la loro raccolta e pubblicazione. Senza questi dati non è possibile valutare l’impatto delle politiche né rafforzare le strategie di prevenzione.
Obblighi simili sono stati introdotti anche a livello nazionale, la legge 5 maggio 2022, n. 53 prevede infatti la raccolta e la pubblicazione di flussi informativi periodici sulla violenza di genere, soprattutto nei casi in cui la violenza sia esercitata contro le donne, con l’obiettivo di monitorarne l’evoluzione e orientare politiche pubbliche più efficaci. Tuttavia ad oggi non risulta pienamente attuata.
Per questa ragione, Dati Bene Comune ha deciso di occuparsi anche dell’apertura dei dati relativi a questi reati. In collaborazione con l’Associazione Period Think Tank, a inizio 2025 è stata presentata una richiesta FOIA alla Direzione Centrale della Polizia Criminale. La risposta, ricevuta il 9 maggio 2025, ha reso per la prima volta disponibili informazioni dettagliate e preziose, finora escluse dal dibattito pubblico che permettono di analizzare con maggiore precisione la diffusione e le caratteristiche del fenomeno, di comprenderne l’andamento nel tempo e di orientare politiche di prevenzione e contrasto più efficaci. Si auspica, tuttavia, che tali dati vengano pubblicati con regolarità, senza dover ricorrere agli strumenti di legge disponibili (FOIA), affinché diventino parte della conoscenza collettiva e a beneficio della collettività.
Alla luce degli obblighi normativi nazionali ed europei richiamati, chiediamo al Governo di garantire fin da subito la pubblicazione regolare, completa e accessibile dei dati relativi alla violenza maschile contro le donne e alla violenza di genere, in conformità con quanto già previsto dalla legge 53/2022 e dalla Direttiva (UE) 2024/1385.
Tali dati devono comprendere almeno lo storico a partire dal 2019 fino ad oggi, essere disaggregati anche per genere, età, comune di residenza delle vittime e degli autori, e includere tutte le fattispecie di reato connesse alla violenza maschile contro le donne e alla violenza di genere previste dal nostro codice penale e di procedura penale, prevedendo anche l’informazione sulla presenza di una precedente denuncia prima del reato commesso, e tenendo inoltre conto dei fenomeni correlati alla violenza digitale.
Chiediamo inoltre che siano diffusi in formati aperti, corredati da metadati e documentazione che ne consentano l’interpretazione e il riutilizzo, così da permettere a istituzioni, ricercatrici e ricercatori, organizzazioni della società civile e cittadinanza di analizzare il fenomeno e contribuire all’elaborazione di politiche pubbliche più efficaci.
La pubblicazione trasparente di questi dati non è soltanto un adempimento normativo: è un atto di responsabilità democratica che rafforza la fiducia tra istituzioni e cittadinanza. Confidiamo che il Governo voglia tradurre in azioni concrete gli impegni più volte ribaditi nella lotta alla violenza contro le donne e di genere, assicurando che alle parole seguano dati chiari, solidi e accessibili a tutte e tutti.
Organizzazioni aderenti
Rassegna stampa
Radio / Stampa / Web
Stampa
Web

lavialibera

La Stampa
“Vogliamo i dati sulla violenza di genere”: la petizione per un database pubblico sui femminicidi

Il Corriere Nazionale
Violenza contro le donne: l’Italia continua a non vedere l’intero fenomeno

VDnews
C’è una petizione per chiedere i dati sulla violenza di genere

Europa Verde
Violenza di genere, Zabatta (AVS): Pieno sostegno alla campagna su dati donne
Dibattito online
Perché è così difficile avere i dati sulla violenza di genere?

